Christian Karembeu

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Christian Karembeu (Lifou, Nuova Caledonia, 3 dicembre 1970) con la maglia della nazionale francese alla sua partita d’addio al calcio.

Mediano difensivo, schierabile all’occorrenza anche come difensore centrale, Christian Karembeu nasce e trascorre l’infanzia e la giovinezza sull’isola di Lifou, nella Nuova Caledonia (Oceano Pacifico) crescendo secondo i costumi dell’etnia kanak. Il nonno, guerriero kanak, era stato esposto allo zoo umano del Jardin d’acclimatation di Parigi, durante l’esposizione universale del 1931. Fatto questo che non impedirà al nipote Christian di difendere i colori della Francia nella partite internazionali, senza però cantare la Marsigliese (considerata dal nostro capellone, un inno guerriero che non ha niente a che fare con il gioco).

L’arrivo nella Francia metropolitana del giovane Christian si concretizza nel 1988, quando viene inserito nelle giovanili del Nantes, squadra con cui esordirà nella serie A francese nel 1990, e con cui giocherà per cinque campionati, vincendone uno nel 1995.
Dopo la conquista del campionato francese, Karembeu si trasferisce in Italia, precisamente nella Sampdoria, dove gioca una buona prima stagione cui fa seguito un’annata più deludente.
Ciononostante nel 1997 Christian viene ingaggiato dal Real Madrid con cui vince la Champions League 1998, titolare in tutta la fase finale della competizione con 2 goal segnati nei quarti di finale contro il Bayer Leverkusen.  Il 1998 è un anno magico: dopo la Champions arriva anche il trionfo ai Mondiali di Francia ’98. Anche in questo caso, dopo un inizio come panchinaro, Karembeu viene schierato titolare nella fase finale del torneo a partire dai quarti di finale contro l’Italia (la partita del rigore di Di Biagio sulla traversa), passando per la semifinale contro la Croazia e la finale trionfale di Saint-Denis contro il Brasile. Una vittoria anche contro chi, come il leader fascista Jean-Marie Le Pen, considerava quella nazionale “troppo nera“. Nel dicembre 1998 Karembeu diventa campione del mondo anche per club, pur senza giocare, quando il Real Madrid vince la Coppa Interncontinenta contro il Vasco Da Gama.
Il periodo madrileno del kanak finisce nel 2000 dopo la conquista di una seconda Champions League con le merengues e dell’Euro 2000 con la nazionale francese contro l’Italia.
Dopo Madrid, per Karembeu arriveranno il Middlesbrough,  l’Olympiakos, il Servette e il Bastia, prima del ritiro nel 2006.

Christian Karembeu è un giocatore di cui si parla anche al di fuori del mondo del calcio. La sua storia d’amore con la modella Adriana Skleranikova è stata argomento di gossip francese e internazionale, storia d’amore che è finita a marzo del 2011. Karembeu si impegna anche con numerose fondazioni di beneficienza legate al calcio, oltre a essere ambasciatore e promotore del calcio del continente oceanico a livello internazionale.

Il suo periodo d’oro: gli anni al Real Madrid (1998-2000), quando vince due Champions League (1998 e 2000) e una Coppa Intercontinentale (1998), oltre a un Mondiale (1998) e un Europeo (2000) con la nazionale francese.

Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Christian_Karembeu

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Giuseppe Signori

Giuseppe Signori, detto Beppe (Alzano Lombardo, Italia, 17 febbraio 1968), con la maglia del Bologna.

Originario della provincia di Bergamo, Beppe Signori esordisce con il Leffe in Interregionale nel 1984. Nei primi cinque anni di carriera, tra Leffe e Piacenza, tra C2 C1 e Serie B, Signori segna solo 17 goal.
Nel 1988 viene acquistato dal Foggia, sulla cui panchina era appena arrivato Zeman, che al primo incontro lo saluta con un “Ciao bomber” che lascia il ventenne Signori piuttosto perplesso.
Il saluto si rivelerà invece profetico: nelle prime due stagioni a Foggia, Signori segna 35 goal. Nel 1991/92 il Foggia è in Serie A; Zemanlandia si sposta sul palcoscenico più importante e Signori segna 11 goal e mette in mostra le sue qualità di attaccante veloce e dal tiro potente e preciso, oltre che di infallibile rigorista (battuti rigorosamente senza rincorsa). Continua a leggere

Rubén Ayala

Rubén Hugo Ayala Zanabria (Santa Fe, Argentina, 8 gennaio 1950) con la maglia dell’Atletico Madrid.

La carriera del ratòn Ayala, profilico e tipico attaccante-capellone degli anni ’70, ha corso seriamente il rischio di non iniziare mai: per poter essere tesserato per le giovanili del San Lorenzo, una delle storiche cinque grandi di Argentina, era necessario un documento di identità che Ayala, ancora minorenne, non poteva ottenere senza il benestare del padre. Padre che si opponeva al desiderio del figlio di diventare calciatore professionista. Alla fine il documento saltò fuori grazie all’opera di un parente tifoso del San Lorenzo… Continua a leggere

Juán Pablo Sorín

Juan Pablo Sorín (Buenos Aires, Argentina, 5 maggio 1976) con la maglia della nazionale argentina.

Ve lo devo confessare: ho un debole per i terzini sinistri. Ovviamente perché quello è il mio ruolo quando gioco a pallone: contrastare l’ala; passarla al centrocampista; salire sulla fascia; sperare che il pallone ti venga lanciato sulla corsa; crossare; sperare che il cross sia buono; sperare che il tuo centravanti la metta in rete; tornare in difesa. Questa è la mia partita perfetta. Continua a leggere

Michel Preud’homme

Michel Preud’homme (Ougrée, Belgio, 24 gennaio 1959) con la maglia della nazionale belga.

Portiere felino come pochi, dotato di ottimi riflessi, capace di bloccare tiri che la maggior parte dei portieri di oggi preferirebbe deviare in calcio d’angolo, Michel Preud’homme è stato uno dei migliori portieri a livello mondiale tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Continua a leggere

Claudio Caniggia

Claudio Paul Caniggia (Henderson, Argentina, 9 gennaio 1967) in una foto autografata, con la maglia dell’Atalanta.

Attaccante velocissimo (sui 100 metri era capace di far registrare un 10.70 a livello giovanile e 11.20 da adulto) anche se non molto prolifico, Claudio Caniggia era soprannominato el hijo del viento (il figlio del vento). Continua a leggere

Odoacre Chierico

Odoacre Chierico (Roma, 28 marzo 1959) con la maglia della Roma.

Romano de Roma (scusate ma prima o poi dovevo scrivere questa espressione in questo blog), cresciuto nel quartiere della Montagnola, Odoacre Chierico deve mettersi in luce con i colori nerazzuri, prima quelli dell’Inter (esordio in A nel 1976 contro la Lazio) e poi quelli del Pisa (due stagioni in B), prima di approdare alla corte giallorossa nobilitata dal Barone Liedholm, nel 1981. Da notare che nel frattempo Chierico aveva conseguito la laurea in medicina veterinaria (un Sòcrates de noantri); evidentemente l’aria di Pisa, città universitaria, lo aveva aiutato non poco… Continua a leggere