Paulo Sousa

Paulo Sousa

Paulo Manuel Carvalho Sousa (Viseu, Portogallo, 30 agosto 1970) con la maglia della Nazionale portoghese.

Paulo Sousa è stato un centrocampista talentuoso e dotato di grande visione di gioco, insomma uno che più che correre faceva correre compagni, avversari e pallone.
Talento cristallino già a livello giovanile, il nostro capellone si formò nelle giovanili del Benfica, con cui esordì in campionato a 19 anni nel 1989, anno in cui vinse i Mondiali under-20 da titolare con la nazionale lusitana. Una vittoria che dette ai tifosi portoghesi l’illusione che gli anni ’90 avrebbero portato grandi trionfi a livello di nazionale maggiore, cosa che non avvenne.

Nel 1993, passò, non senza polemiche, allo Sporting Lisbona nel 1993. Da lì venne acquistato dalla Juventus di Marcello Lippi nella stagione 1994-95, in cui è titolare e vince Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. L’anno successivo è ancora titolare, anche nella finale di Champions League vinta ai rigori contro l’Ajax.

In estate, Sousa è titolare negli Europei di Inghilterra, uno dei tanti deludenti tornei giocati dai portoghesi negli anni ’90: 2 vittorie e un pareggio nel girone (contro Croazia, Danimarca e Turchia) per poi essere eliminati ai quarti di finale dalla Repubblica Ceca (che aveva già fatto fuori l’Italia ai gironi e finalista del torneo) con un pallonetto incredibile di un altro capellone che conosciamo bene: Karel Poborsky.

Dopo il trionfo europeo (almeno a livello di club) arriva però il trasferimento al Borussia Dortmund: il nostro capellone è ancora titolare nella finale di Champions 1996-97 e si toglie una grande soddisfazione battendo proprio la squadra che lo aveva “scaricato” in Germania. I gialloneri infatti battono 3-1 i bianconeri di Lippi (nonostante un gol spettacolare di Del Piero) e Paulo Sousa diventa uno dei pochi giocatori ad aver vinto due Champions di fila, oltre alla Coppa Intercontinentale vinta nel dicembre dello stesso anno contro il Cruzeiro. Sulla panchina dei tedeschi sedeva il mitico Nevio Scala.

Da lì in avanti la carriera del nostro capellone viene spezzata da numerosi infortuni che lo colpiscono prima all’Inter, poi al Parma, al Panathinaikos e all’Espanyol.

Giocoforza, anche in nazionale perde il posto, venendo convocato senza mai essere titolare per gli Europei 2000 (Portogallo battuto in semifinale dalla Francia con un “golden penalty” di Zidane) e per i Mondiali 2002 (Portogallo fuori addirittura ai gironi, a favore di Corea del Sud e Stati Uniti).

Oggi Paulo Sousa è allenatore del Maccabi Tel Aviv (Israele).

Il suo periodo d’oro: 1994-1997 quando vince Scudetto, Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Champions League con la Juventus e una Champions League e una Coppa Intercontinentale con il Borussia Dortmund.

Wikipedia: Paulo Sousa

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