Alain Sutter

Alain-Sutter

Alain Sutter (Berna, Svizzera, 22 gennaio 1968) con la maglia della nazionale svizzera.

Centrocampista di fascia sinistra, dalla falcata elegante, capace di pennellare cross con il sinistro ma anche di sparare bordate con il destro, Alain Sutter esordisce nei Grasshoppers Zurigo, il club più titolato della Svizzera, nella stagione 1985/86. Dopo due stagioni viene mandato in prestito agli Young Boys, squadra della sua natìa Berna, prima di tornare alle cavallette ed esplodere definitivamente a livello nazionale, vincendo, tra il 1989 e il 1991, due campionati, due Coppe di Svizzera e una Supercoppa Svizzera.

Dopo i successi in patria, Alain tenta l’avventura all’estero nella vicina Germania: nel 1993/1994 è ingaggiato infatti dal Norimberga, dove incontra un altro capellone, molto più scarso di lui: Sergio Zàrate.

Alain Sutter è considerato uno dei migliori calciatori svizzeri della storia ed è ovviamente in quegli anni titolare nella nazionale rossocrociata che riesce a qualificarsi, dopo 28 anni dall’ultima volta in Inghilterra, per i Mondiali di USA 94, finendo seconda nel girone di qualificazione dietro l’Italia di Arrigo Sacchi (pareggio in Italia e vittoria in casa contro gli azzurri) e davanti a Portogallo e Scozia. Nelle qualificazioni, 10 assist per Sutter: in pratica il 60% dei gol svizzeri nelle qualificazioni sono stati ispirati da lui.

Negli Stati Uniti, la Svizzera continua a sorprendere, passando il girone di qualificazione con un pareggio contro gli USA padroni di casa, una vittoria per 4-1 contro la Romania (il primo gol è segnato proprio dal nostro capellone) e una sconfitta contro la Colombia. Agli ottavi di finale, i rosso-crociati usciranno contro la Spagna perdendo per 3-0.

Le buone prestazioni ai Mondiali convincono il Bayern Monaco ad ingaggiare Sutter per la stagione 1994/1995, una stagione non proprio brillante (22 presenza, un gol) che lo porta ad accasarsi al Friburgo (stagioni 1996/97 e 1997/98).

Il nostro capellone continua comunque ad essere titolare in nazionale e si rende protagonista di un episodio molto controverso prima della partita Svezia-Svizzera, valida per le qualificazioni ad Euro 1996.

Come racconta lo stesso Sutter in questo articolo sullo Spiegel, il giorno della partita, durante la colazione, i giocatori vennero a sapere dell’inizio dei test atomici francesi a Mururoa: una notizia che lasciò sbigottiti e pensierosi i calciatori che pensarono, capitanati da Sutter, di srotolare uno striscione con scritto “Stop it Chiraq” appena prima dell’esecuzione dell’inno nazionale svizzero cantato peraltro di spalle alla tribuna d’onore. Altre battaglie portate avanti da Alain negli anni hanno riguardato anche lo stop del disboscamento.

Dopo due anni in chiaro-scuro al Friburgo, iniziati con grandi speranza e finiti con la retrocessione, Sutter decide di tentare l’avventura americana. Nel 1997/98 è infatti ai Dallas Burn e qui chiuderà la carriera a trent’anni, infortunatosi seriamente per una buca sul campo di allenamento.

Il suo periodo d’oro: gli anni con il Grasshoppers e le qualificazioni a USA 94 con la Svizzera.

Wikipedia: Alain Sutter (in inglese)

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