Benoît Assou-Ekotto

 

Benoît Assou-Ekotto (Arras, Francia, 24 marzo 1984) con la maglia del Tottenham Hotspur.

È sicuramente un giocatore che “non le manda a dire”: ci sono 3 o 4 frasi tratte da interviste che dicono molto sul nostro capellone.
Terzino sinistro arrembante, Assou-Ekotto cresce nelle giovanili del Lens, con cui esordisce in Ligue 1 nel 2004.
Dopo due stagioni inizia a puntare i piedi con la dirigenza sang et or: o un aumento di stipendio o il trasferimento, perché:

No voglio restare in Francia, dove al massimo giochi 4 partite “vere” all’anno: contro il Marsiglia,  il Lione, il Paris Saint-Germain e il derby con il Lilla.

Frase che mandò su tutte le furie il presidente Gervais Martel che accusò il camerunese di essere un mercenario e di non giocare per la maglia; accuse a cui Assou-Ekotto rispose così in una famosa intervista al Guardian, nel 2010:

Non c’è un solo giocatore al mondo che sceglie un club e dice “Oh quanto mi piace la vostra maglia. La vostra maglia è rossa, l’adoro.” La prima cosa di cui si parla sono i soldi: il presidente crede forse che i giocatori vengano al suo club per fargli un favore? Tutti i giocatori sono mercenari in questo senso.

Nella stessa intervista, il nostro capellone mette ancora più in chiaro la sua visione del calcio: non una passione ma un semplice mestiere, da portare avanti con la massima professionalità durante gli allenamenti e in campo, perché è l’unica cosa che sa fare “bene”, ma anche perché:

Se gioco a calcio con i miei amici in Francia, lo faccio per una passione. Ma se vengo in Inghilterra, dove non conosco nessuno e non so parlare inglese… perché ci vengo? Per lavoro. Una carriera dura solo 10-15 anni. È un buon lavoro, non dico che odio il calcio ma non è la mia passione.

Nel 2006 infatti Assou-Ekotto viene ingaggiato dal Tottenham Hotspur, squadra in cui gioca ancora oggi (anzi, sabato ha segnato contro il WBA in campionato, ed è per questo che ho pensato di scrivere l’articolo di oggi su di lui).
Ed è proprio con i bianchi di Londra che il nostro capellone mette in pratica i suoi principi: superate le difficoltà di ambientamento, riesce a vincere la concorrenza per il ruolo di terzino sinistro con il coreano Lee Young-Pyo, quando subisce un terribile infortunio al ginocchio che lo terrà fuori dal campo per una stagione intera.
L’esperienza dell’infortunio farà maturare il giocatore, visto che c’erano i fondati timori di chiudere la carriera a soli 22 anni.
Ritorna in campo per l’inizio della stagione 2008-2009: dopo 8 partite di campionato il Tottenham ha 2 punti e Assou-Ekotto pensa di tornare in Francia, quando il nuovo allenatore Harry Redknapp, subentrato allo spagnolo Juande Ramos, gli dà fiducia e lo propne titolare. La fiducia dell’allenatore è ripagata dalla definitiva esplosione del difensore camerunense e dalla sua consacrazione come giocatore di primo livello nella Premier League.
Nella stagione successiva, 2009-2010 si presenta un altro problema di concorrenza con lo scalpitante 21enne Gareth Bale a insidiare il posto di terzino sinistro. Problema risolto quando Redknapp capisce che i due possono coesistere sulla fascia sinistra quando piazza il gallese più avanti, con compiti prettamente offensivi.

Nel 2010 partecipa ai mondiali in Sud Africa con il Camerun, nazione di provenienza scelta senza dubbi al posto dell’adottiva Francia:

“il paese non vuole che facciamo parte della nuova Francia. Per questo ci identifichiamo di più con le nostre radici.
Giocare per il Camerun per me è qualcosa di naturale e normale. Non ho passione per la nazionale francese. Quando a qualcuno della mia generazione in Francia viene domandato “Da dove vieni?”, la risposta è Marocco, Algeria, Camerun e così via.
Quello che mi ha stupito in Inghilterra è che quando faccio la stessa domanda a persone come Lennon e Defoe, loro mi rispondono: “Io sono inglese.” Questa è una della cose che amo della vita di qua.

Data la sua capigliatura afro, Assou-Ekotto viene soprannominato “Disco Benny” dai tifosi del Tottenham, di cui è beniamino. Il nostro capellone è molto integrato nel quartiere: si muove in metropolitana e si reca alle partite casalinghe a piedi, accompagnando i tifosi allo stadio.

Assou-Ekotto ha un fratello, Mathieu, di 4 anni più grande, che gioca nella serie B belga, che curiosamente è calvo.

Il suo momento d’oro: probabilmente non vincerà mai niente con il Tottenham, ma adesso è all’apice della sua carriera.

Wikipedia: Benoit Assou-Ekotto

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Una risposta a “Benoît Assou-Ekotto

  1. Fantastico, i capelli sono uguali ai miei di 20 anni fa…peccato che ora non mi serve nemmeno il pettine.

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