Giuseppe Signori

Giuseppe Signori, detto Beppe (Alzano Lombardo, Italia, 17 febbraio 1968), con la maglia del Bologna.

Originario della provincia di Bergamo, Beppe Signori esordisce con il Leffe in Interregionale nel 1984. Nei primi cinque anni di carriera, tra Leffe e Piacenza, tra C2 C1 e Serie B, Signori segna solo 17 goal.
Nel 1988 viene acquistato dal Foggia, sulla cui panchina era appena arrivato Zeman, che al primo incontro lo saluta con un “Ciao bomber” che lascia il ventenne Signori piuttosto perplesso.
Il saluto si rivelerà invece profetico: nelle prime due stagioni a Foggia, Signori segna 35 goal. Nel 1991/92 il Foggia è in Serie A; Zemanlandia si sposta sul palcoscenico più importante e Signori segna 11 goal e mette in mostra le sue qualità di attaccante veloce e dal tiro potente e preciso, oltre che di infallibile rigorista (battuti rigorosamente senza rincorsa).

Nel 1992/93 il passaggio alla Lazio e la consacrazione ad alti livelli: 2 titoli di capocannoniere consecutivi (con 26 e 23 goal); il ritorno della Lazio in Europa (Coppa Uefa) e l’entrata stabile nel giro della Nazionale, con cui partecipa ai Mondiali del 1994.
Proprio a USA 94, il capellone Signori entra in contrasto con il pelato ct Sacchi, che lo fa giocare sempre, ma non in attacco bensì come laterale centrocampo. In un primo momento Signori non si lamenta, ed è decisivo con i suoi assist contro Norvegia e Spagna, ma prima della semifinale contro la Bulgaria rifiuta di scendere in campo e si gioca così la possibilità di essere titolare nella finale contro il Brasile; una scelta di cui in futuro si pentirà.
Nel 1994/95 arriva Zeman alla Lazio e il tecnico boemo mette al centro del proprio progetto tecnico Signori, che continua a segnare e a portare in alto la Lazio che arriva seconda dietro la Juve di Lippi. Nell’estate ’95 sarà una rivolta popolare a fermare il trasferimento, già concluso dal presidente Cragnotti, di Beppegoal al Parma. Nel 95/96 arriva un nuovo titolo di capocannoniere, 24 goal a ex-aequo con Igor Protti (altro capellone), ma Sacchi non lo convoca per gli Europei di Inghilterra 96.
Nella stagione 96/97 la Lazio non va come previsto e Zeman lascia la panchina a metà campionato per fare posto a Zoff; Signori continua a segnare (17 goal) e la Lazio agguanta il quarto posto. Nella stagione successiva Cragnotti fa le cose in grande: ingaggia Eriksson come allenatore e acquista giocatori del calibro di Almeyda, Jugovic, Boksic e Roberto Mancini. All’inizio Signori non sembra risentire della concorrenza in attacco e segna 6 goal in 4 partite di Coppa Italia. Successivamente però troverà sempre meno spazio e sempre più incomprensioni con l’allenatore svedese, fino a decidere di trasferirsi alla Sampdoria durante il mercato invernale, non lasciando peraltro un buon ricordo a Genova.

Nella stagione 1998/99 Signori viene ingaggiato dal Bologna, che prova così a rigenerare un altro grande campione del calcio italiano dopo Roberto Baggio nella stagione precedente.  E anche stavolta il giochino funziona: Signori segna 15 goal in campionato e porta il Bologna di Mazzone dalla Coppa Intertoto (che iniziava a luglio) fino alla semfinale di Coppa UEFA persa contro il Marsiglia, sfumando così di vedere in finale il derby Bologna-Parma. A fine stagione Mazzone se ne va, ma Signori decide di restare. Le successive stagioni vedono Beppegoal timbrare regolarmente il caterllino del goal e il Bologna galleggiare in classifica poco al di sotto delle posizioni che danno accesso all’Europa.

Nel 2003/04 Signori lascia il Bologna e passa all’Iraklis, prima tappa di chiusura della carriera che si conclude in Ungheria con il Sopron. In Serie A per lui 188 goal in 344 partite, 3 titoli di capocannoniere; per noi amanti del calcio, dei goal e dei calciatori capelloni, l’amarezza di vederlo arrestato stamattina nell’ambito di un’inchiesta sul calcio-scommesse.

Il suo periodo d’oro: gli anni della Lazio, con cui raggiunge un secondo posto in campionato (1994/95) e vince tra titoli di capocannoniere (1992/93; 1993/94; 1995/96). Una seconda giovinezza a Bologna.

Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Signori

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Una risposta a “Giuseppe Signori

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