Rubén Ayala

Rubén Hugo Ayala Zanabria (Santa Fe, Argentina, 8 gennaio 1950) con la maglia dell’Atletico Madrid.

La carriera del ratòn Ayala, profilico e tipico attaccante-capellone degli anni ’70, ha corso seriamente il rischio di non iniziare mai: per poter essere tesserato per le giovanili del San Lorenzo, una delle storiche cinque grandi di Argentina, era necessario un documento di identità che Ayala, ancora minorenne, non poteva ottenere senza il benestare del padre. Padre che si opponeva al desiderio del figlio di diventare calciatore professionista. Alla fine il documento saltò fuori grazie all’opera di un parente tifoso del San Lorenzo…
L’esordio di Ayala in prima squadra è datato 1968 e nel 1972 arrivano i primi trionfi: il San Lorenzo vince il campionato Metropolitano e il campionato Nacional, quest’ultimo senza perdere una partita. Ayala segna rispettivamente 15 e 8 goal ed è il miglior cannoniere della squadra.
L’anno successivo Ayala attraversa l’Atlantico e va a giocare in Spagna, nell’Atletico Madrid campione di Spagna,in uno dei periodi migliori della storia dei colchoneros.
Nella stagione 1973/74 l’Atletico Madrid arriva in finale di Coppa dei Campioni, eliminando Galatasaray, Dinamo Bucarest, Stella Rossa Belgrado e Celtic Glasgow. Per Ayala un goal negli ottavi di finale contro la Dinamo Bucarest e un’espulsione nella semifinale contro il Celtic Glasgow che gli impedirà di scendere in campo nella finale contro il Bayern Monaco. Tra l’altro quella tra Bayern e Atletico è stata l’unica finale di Coppa dei Campioni/Champions League ad essere ripetuta. La prima finale infatti termina 1-1 ed è solo nella ripetizione, disputata due giorni dopo, che il Bayern dilaga 4-0: è il primo trionfo europeo per la squadra di Beckenbauer.
Il 1974 è anche l’anno dei Mondiali di Germania, a cui l’Argentina partecipa dopo aver “saltato” quelli del 1970; al momento della qualificazione (ottobre 1973) Ayala giura di non tagliarsi più i capelli fino alla fine dei mondiali, un vero e proprio atto di nascita per un calciatore capellone… Ai mondiali Ayala è titolare in tutte le partite dell’Argentina e segna anche un goal nel 3-1 contro Haiti. L’Argentina verrà eliminata al secondo turno, finendo dietro a Brasile, Olanda e Germania Est.
Altro caso unico nella storia del calcio, il 1974 è l’anno in cui l’Atletico Madrid, nonostante la sconfitta nella finale di Coppa Campioni, va a giocarsi la finale di Coppa Intercontinentale contro l’Independiente: il Bayern infatti rinuncia per paura di subire violenze e intimidazioni in terra argentina (a quel tempo la Coppa Intercontinentale si giocava con partite di andata e ritorno). Ayala non ha di questi problemi ed è protagonista della finale di ritorno, quando l’Atletico Madrid ribalta l’1-o dell’andata vincendo 2-0, con goal Irureta e del ratòn all’85’: stop di petto, controllo di palla tra due avversari in area e tocco di sinistro a battere il portiere. L’Atletico Madrid diventa la prima e unica squadra a laurearsi Campione del Mondo senza aver vinto la Coppa Campioni o la Copa Libertadores nell’anno precedente.
Nel 1976 Ayala e l’Atletico Madrid vincono l’ultima edizione della Copa del Generalìsimo, come allora era denominata la Coppa di Spagna. Dall’anno successivo, sarebbe tornata a chiamarsi Copa del Rey.
A conclusione di questo ciclo di vittorie e di ottimi piazzamenti in campionato arriva la Liga vinta nel 1976/77 dopo un duello contro il Barcellona. Per ritrovare l’Atletico campione di Spagna si sarebbero dovuti aspettare altri 19 anni (1995/96).

Nel 1980 Ayala lascia l’Atletico e la Spagna e attraversa di nuovo l’Atlantico, direzione Messico: le ultime stagioni di carriera vengono giocate nell’Atlante di Veracruz e nell’Oro di Jalisco, squadra con cui chiude la carriera di calciatore. Sempre in Messico si sviluppa la carriera da allenatore di Ayala; 2 titoli con il Pachuca per lui, ma come allenatore in seconda.

Il suo periodo d’oro: gli anni dell’Atletico Madrid, in cui vince un campionato (1977), una Coppa di Spagna (1976), una Coppa Intercontinentale (1974).

Wikipedia: Rubén Ayala

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Una risposta a “Rubén Ayala

  1. Luca Gandini

    La Nazionale argentina che partecipò ai Mondiali 1974 fu la squadra più capellona di tutti i tempi: un altro che non scherzava era René Houseman, che segnò pure contro l’Italia…

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