Juán Pablo Sorín

Juan Pablo Sorín (Buenos Aires, Argentina, 5 maggio 1976) con la maglia della nazionale argentina.

Ve lo devo confessare: ho un debole per i terzini sinistri. Ovviamente perché quello è il mio ruolo quando gioco a pallone: contrastare l’ala; passarla al centrocampista; salire sulla fascia; sperare che il pallone ti venga lanciato sulla corsa; crossare; sperare che il cross sia buono; sperare che il tuo centravanti la metta in rete; tornare in difesa. Questa è la mia partita perfetta.
Ogni volta che ho l’opportunità di inserire un terzino sinistro nel mio blog, come Tarantini o Breitner, sono sempre molto contento e spronato a scrivere un buon articolo. Spero che questo sia di vostro gradimento.

Basso ma forte di testa, dinamico, grintoso, dotato di alcuni numeri di prestigio (basta guardare il video per rendersene conto), Juán Pablo Sorín nella sua carriera ha ben interpretato il ruolo di terzino a tutto campo.  Anche quando aveva compiti difensivi si lanciava volentieri in avanti, ma all’occorrenza sapeva disimpegnarsi anche in mediana, davanti alla difesa.
La carriera di Sorín inizia con la maglia rossa dell’Argentinos Juniors, la squadra in cui esordì Maradona. Il suo primo anno da titolare si conclude con la vittoria dei mondiali Under-20 con l’Argentina e un’offerta di trasferimento che non si può rifiutare: Omar Sivori aveva speso una buona parola per la giovane promessa degli Argentinos e la dirigenza bianconera lo aveva ascoltato.
Nella stagione 95-96 Juan Pablo è quindi in Italia, in una delle stagioni che hanno segnato la storia della Juventus. Al secondo anno della gestione-Lippi arriva infatti la Champions League, l’ultima conquistata finora dai bianconeri. Sorín è però ai margini della squadra: Lippi non lo vede, gli preferisce Pessotto o Torricelli, e il nostro capellone gioca in tutto 4 partite.

Sorín torna quindi in patria nella stagione successiva con l’etichetta di “bidone”, anche se la destinazione è il River Plate. Appena arrivato Sorín riesce a vincere la Copa Libertadores 1996: formalmente, è riuscito a vincere sia la Champions che la Copa Libertadores a distanza di pochi mesi (!), anche se nella finale di Coppa Intercontinentale 1997 non riuscirà a vendicarsi della sua ex-squadra.
Con la maglia dei “millonarios” è titolare inamovibile per cinque stagioni, dal 1996 al 2000, e si toglie molte soddisfazioni vincendo varie volte il campionato e una volta la Copa Libertadores. Nel 2000, a 24 anni (!), lascia l’Argentina per approdare in Brasile, al Cruzeiro, prima di ritentare l’avventura italiana ingaggiato dalla Lazio nel 2002.

Ancora una volta l’esperienza in Italia lascia l’amaro in bocca: un infortunio che non gli permette di giocare e la disastrosa situazione finanziaria della Lazio convincono il nostro capellone a lasciare la Serie A dopo soli sei mesi , di nuovo con quel vago sentore di “bidone”. Anche questa volta però, l’atterraggio è morbido: è il Barcellona a ingaggiarlo, nel mercato invernale 2003 in prestito dal Cruzeiro, e la stagione si chiude con quindici partite giocate e un goal.

Per la stagione 2003/04 nuova squadra e nuovo campionato: Sorín passa infatti al Paris Saint-Germain, solo per una stagione, condita da una Coppa di Francia.
L’anno dopo viene ingaggiato dal Villarreal. Con il submarino amarillo è quindi protagonista del terzo posto nella Liga spagnola nel 2004/2005 e della storica cavalcata in Champions League della stagione successiva, conclusa in semifinale contro l’Arsenal dopo aver eliminato Manchester United, Rangers Glasgow e Inter.

Le prestazioni della squadra spagnola valgono la chiamata in nazionale per i mondiali di Germania 2006. Il ct Pekerman, conta su di lui sin dai mondiali Under-20 del 1995. Sorín era infatti titolare già ai Mondiali del 2002. In Germania diventa persino capitano ed è titolare in tutte e quattro le gare giocate dall’Argentina.
Dopo l’eliminazione per mano dei padroni di casa, il nostro capellone decide di rimanere a giocare in Germania, passando all’Amburgo. Quelle nella Bundesliga saranno le ultime stagioni in Europa, prima di tornare al Cruzeiro e decidere di ritirarsi a 33 anni, poco prima della nascita del suo primo figlio.

Il suo periodo d’oro: gli anni del River Plate (1996-2000), quando vince 4 campionati (Apertura 96, Clausura 97, Apertura 97, Apertura 99), una Copa Libertadores (1996) e una Supercoppa Sudamericana (1997). Una seconda giovinezza al Villarreal.

Wikipedia: Juán Pablo Sorín

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3 risposte a “Juán Pablo Sorín

  1. Luca Gandini

    Non mi ha mai entusiasmato, eppure è uno dei 6 calciatori ad aver vinto in carriera sia la Coppa Libertadores che la Champions League. Io so anche quali sono gli altri 5…

  2. @Luca
    L’ha vinta facendo panca nella Juve…gran bella capigliatura comunque degna del blog.

  3. Luca Gandini

    Esatto: se non sbaglio nella Champions League 1995-96 giocò solo uno spezzone di partita contro il Borussia Dortmund. Mentre gli altri cinque che hanno vinto entrambe le competizioni sono stati Tévez, Dida, Cafu, Roque Júnior e Samuel. Diverse fonti dicono che anche Santiago Solari vinse la Coppa Libertadores nel 1996 e la Champions League nel 2001-02, ma nel 1996 non scese mai in campo con il River Plate in quella competizione.

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