Michel Preud’homme

Michel Preud’homme (Ougrée, Belgio, 24 gennaio 1959) con la maglia della nazionale belga.

Portiere felino come pochi, dotato di ottimi riflessi, capace di bloccare tiri che la maggior parte dei portieri di oggi preferirebbe deviare in calcio d’angolo, Michel Preud’homme è stato uno dei migliori portieri a livello mondiale tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90.
La carriera di Preud’homme inizia in patria, nello Standard Liegi,  nel modo in cui iniziano le più classiche carriere da portiere: grazie all’infortunio del titolare che libera il posto per la giovane promessa. In questo caso però la (s)fortuna dovette impegnarsi di più: il titolare della porta dello Standard Liegi era Christian Piot, infortunato. Contro l’FC Boon, il 19 agosto 1977, va in porta il secondo, Jean-Paul Crucifix. Durante la partita, il povero Crucifix si infortuna a sua volta e il giovane Preud’homme può finalmente entrare in campo: inutile dire che né Piot né Crucifix riusciranno a togliergli il posto da titolare da lì in avanti…
Con lo Standard Preud’homme vince due campionati, nel 1982 e nel 1983, ma nel 1982 perde la finale della Coppa delle Coppe contro il Barcellona e salta per infortunio i mondiali di Spagna: evidentemente la Spagna non gli portava bene.
Nel 1984 si scopre che lo scudetto dello Standard era stato rubato: l’allenatore Goethals aveva infatti chiesto al capitano Eric Gerets di convincere gli avversari dell’ultima giornata, il Waterschei, a perdere in cambio di 420.000 franchi belgi (10.000 euro). Lo Standard vinse 3-1. La scoperta del caso porta ovviamente a sanzioni e squalifiche (aprile 1984): Gerets viene squalificato due anni, Preud’homme e altri giocatori sei mesi.
Scontata la squalifica, il nostro capellone non è più il titolare inamovibile e, nel 1986, decide di lasciare lo Standard per accasarsi al Malines (Mechelen in fiammingo), club tornato da pochi anni nella massima divisione belga.

Mai scelta si rivelò più azzeccata: grazie a Preud’homme in porta e con un buon parco giocatori, tra cui il capellone israeliano Eli Ohana, il Malines vince la Coppa del Belgio 1987, arrivando secondo in campionato.
Nella stagione 1987-1988 poi avviene l’impensabile: in Coppa delle Coppe  il Mechelen fa fuori Dinamo Bucarest, St.Mirren e Dinamo Minsk; l’Atalanta viene eliminata in semifinale (anche questa storia ha dell’incredibile: i nerazzurri in quell’anno giocavano in Serie B e si erano qualificati per la Coppa delle Coppe avendo perso la finale di Coppa Italia contro il Napoli scudettato nella stagione precedente), mentre in finale viene sconfitta nientepopodimenoché l’Ajax, con un gol al 53′ di Den Boer.
Il periodo d’oro di Preud’homme e del Mechelen continua con la vittoria della Supercoppa Europea contro il PSV campione d’Europa nel 1988 e la vittoria del campionato belga nel 1989. Inutile dire che in tutto questo periodo Preud’homme fa incetta di premi individuali: miglior giocatore belga nel 1987 e nel 1989, miglior portiere nel 1988, 1989, 1990, 1991.

Nel 1990 l’esordio ai Mondiali in Italia. Saltati i mondiali ’82 per infortunio e non convocato per i Mondiali ’86, Preud’homme può finalmente difendere la porta della sua nazionale nella massima competizione calcistica. Per farlo al meglio, si rende protagonista di una strana richiesta fatta alla FIFA e al comitato organizzatore di Italia ’90: chiede infatti il permesso di giocare le partite pomeridiane con gli occhiali da sole. In un primo momento sembra che possa esserci la possibilità di farlo, ma poi non ne viene fatto nulla.
Il cammino mondiale del Belgio si interrompe subito dopo la fase a gironi: nella partita degli ottavi di finale disputata a Bologna, ha infatti la meglio l’Inghilterra con un goal di Platt al penultimo minuto dei supplementari.
Stesso copione ai mondiali di USA 94: il Belgio vince le prime due partite con la Corea del Sud e l’Olanda. Preud’homme sfodera una grande prestazione nella vittoria contro gli arancioni, ma non potrà fare nulla nella partita successiva contro l’Arabia Saudita di fronte allo scatenato al-Owairan.
In ogni caso il Belgio si qualifica per gli ottavi di finale, dove verrà eliminato dalla Germania per 3-2. L’unica consolazione per il nostro portierone è la vittoria del premio Yashin, conferito al miglior portiere dei mondiali per la prima volta proprio nel 1994.

Dopo queste buone prestazioni, Preud’homme lascia il Mechelen e va a giocare in Portogallo, nel Benfica, quando ormai ha 35 anni. Negli ultimi cinque anni di carriera riescere a vincere la Coppa di Portogallo; il ritiro è datato 1999.

Oggi Michel Preud’homme è allenatore del Twente. Nel 2007-2008, da allenatore dello Standard Liegi, è riuscito a riportare lo scudetto in città: per la prima volta dal 1983, quando in porta c’era – manco a dirlo – il nostro Preud’homme.

Il suo periodo d’oro: gli anni del Mechelen (1986-1994) quando vince Coppa del Belgio (1986), Coppa delle Coppe (1988), Supercoppa Europea (1988), campionato del Belgio (1989) e viene nominato miglio portiere dei Mondiali di USA 1994.

Wikipedia: Michel Preud’homme

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6 risposte a “Michel Preud’homme

  1. Luca Gandini

    L’ho rivisto recentemente ed è uguale identico al cantante dei Dire Straits.

  2. Grazie per il commento Luca. Mi dispiace averti fatto aspettare tanto per leggere di un nuovo capellone!

  3. E vero, il colpo degli occhiale di sole ? Non avevo mai sentito questa storia ! Dove l’hai trovata? Grazie !

    Antonio Solimando, giornalista Belga, que scriva uno libbro sui i portiere internazionali…

  4. Pingback: Eli Ohana | Calciatori Capelloni Blog

  5. si la storia degli occhiali la ricordo anche io.
    all’epoca avevo 10 anni. la richiesta era per lo più legata a motivi di sponsorizzazioni, pare fossero occhiali simili a quelli degli sciatori, ma giustificata dal fatto che c’era il sole.
    Qualche anno più tardi davids giocherà con gli occhiali per via di un glaucoma ma anche li successivamente molto è stato legato alle sponsorizzazioni per l’uso di quegli occhiali

  6. Grazie !

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